“Il giardino è nel giardiniere” (Gilles Clément 2012). Alla consegna di un lavoro, l’architetto può ritenere che la casa sia terminata, alla consegna del suo lavoro, il paesaggista sa che il giardino comincia. Il giardino è materia viva e fragile. Un parco che, di stagione in stagione, non sia continuamente curato dalla mano dell’uomo, è condannato a morte. Riportarlo allo splendore richiederebbe risorse aggiuntive, sia in termini di lavoro che economici. Per evitare di dover intervenire troppo tardi o comunque non ottenere il risultato desiderato, è necessario affidarsi a cure sapienti ed adeguate ogni giorno, che ne gestiscano al meglio la manutenzione. Affidarsi ad un occhio clinico e professionale permetterà di mantenere la salute del giardino in uno stato ottimale, riscontrando dunque buoni risultati ad un costo ridotto. Ad esempio, non eseguire le adeguate manutenzioni del prato, o utilizzare le risorse in modo non razionale e talvolta eccessivo, porterà inevitabilmente ad una situazione in cui qualsiasi intervento sarà inutile, costringendo dunque a rifare il prato e comportando così un superfluo aumento dei costi.

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